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La denuncia dei carabinieri: “Suicidi colpa della politica”

Un fatto nuovo importante è che anche la “benemerita” l’Arma dei Carabinieri che ha tra le forze dell’ordine un posto speciale nel cuore della popolazione, si sia schierata contro la politica attuale.

Un governo tecnico che ha ridotto il paese in questo stato ha due sole spiegazioni, entrambi totalmente inaccettabili: incompetenza o dolo.

Tertium non datur.

Jervé

Il Cocer, Consiglio di rappresentanza dell’Arma, attacca: “Siamo arrivati a non costruire un governo a distanza di oltre quaranta giorni dalle elezioni”. Polemiche sulla Boldrini: “Abbiamo un presidente della Camera che non immaginava ci fosse tanta povertà”

Suicidi: Carabinieri contro Stato e politica

“Ancora una volta la cronaca è costretta a riproporre nuovi casi di suicidi di cittadini innocenti, vittime delle scelte disastrose di una classe politica sempre meno intenzionata a risolvere i gravi problemi che attanagliano il Paese”. E’ la denuncia choc del Cocer dei Carabinieri. L’organismo di rappresentanza dell’Arma stigmatizza il comportamento dei politici, “arrivati addirittura a non costituire un governo a distanza di oltre 40 giorni dalle elezioni ed ancor di più a non istituire le commissioni parlamentari, la cui costituzione viene aggirata attraverso la previsione di fantomatiche commissioni speciali”.

Quindi l’attacco a Laura Boldrini: “La stessa classe politica elegge un presidente della Camera che dichiara candidamente di non aver immaginato che in Italia oggi ci fosse tanta povertà”.

“Gli stessi politici, inoltre – continua il Cocer – hanno determinato un’insanabile situazione di disagio e di imbarazzo agli stessi rappresentanti delle istituzioni presenti ai funerali di queste vittime innocenti, che sono stati fatti oggetto di tutta la comprensibile rabbia dei cittadini, ormai stanchi della colpevole inerzia dimostrata sino ad oggi dallo Stato, quella rabbia che, ormai quotidianamente, viene scaricata addosso alle forze dell’ordine, sempre più spesso chiamate a dover difendere queste istituzioni dal crescente malcontento”.

Infine, la difesa da parte degli agenti a chi si scaglia contro di loro: “Non ci sentiamo, tuttavia, di ‘condannare’ quel popolo che ci insulta perchè ci identifica come l’interfaccia di uno Stato cinico e predatore, quello stesso Stato che da sempre manifesta la sua ‘riconoscenza’ per l’opera svolta dalle forze armate e dalle forze di polizia con continui tagli e penalizzazioni”.

redazione