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IL PIANO B: MAI PIÙ SCHIAVI

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2014, Annus Fulgens.

Bene, eccoci quindi a muovere i primi passi verso la porta della prigione.

Ma perché, siamo imprigionati? Si, lo siamo. O almeno fino adesso lo siamo stati.

C’è molta gente là fuori che è convinta di essere libera, e rivendica questa condizione con orgoglio, convinta che tutto ciò che decide, o quasi, è frutto della sua volontà e delle sue idee.

Ma purtroppo non è così, e non perché lo diciamo noi, ma perché ci sono monumentali prove – così grandi da non entrare nemmeno nel nostro campo visivo – che siamo stati finora schiavi. Nel mondo contemporaneo non c’è bisogno di catene arrugginite come in passato, perché questa condizione si manifesti, ora le catene sono fatte di CODICI.

CODICI DI LEGGE, per scrivere su pelle di essere vivente i canoni che diventano fondamenti delle leggi degli uomini, CODICI DI PROGRAMMA, per guidare le apparecchiature tecnologiche che sempre più invasivamente disegnano il nostro paesaggio quotidiano, e CODICI ALFANUMERICI, che ci identificano, noi esseri umani viventi, come numeri univoci, scritti in registri ben custoditi, le cui chiavi sono in mano ad altri.

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Una finzione di noi stessi

È creando una finzione di noi stessi che si è potuto far scomparire le catene fisiche, dandoci l’erronea sensazione di essere liberi, ma in verità controllandoci ancor più intimamente che in passato.

Una finzione che inizia nel momento immediatamente successivo a quello in cui veniamo al mondo, e ci accompagna fino alla fine della nostra vita.

E che, codificata nelle leggi e nei loro certificati, nei programmi computerizzati che gestiscono tutti i momenti della nostra vita – da quando passiamo il casello dell’autostrada, compriamo qualcosa con la carta di credito, scriviamo una e-mail – e infine nella nostra identità istituzionale che ci rappresenta, il nostro numero di codice fiscale/sanitario, rappresenta quella parte di noi che lascia traccia documentale che siamo esistiti.

Perché una volta morti, quel che rimane di noi, e che testimonia che abbiamo davvero fatto visita a questo mondo, sono le nostre opere, e il ricordo lasciato nei cuori di chi ci ha conosciuto.

Ormai coloro che hanno la mente aperta, sono curiosi, hanno vitalità e voglia di miglioramento queste cose le hanno scoperte, le sanno, ne sono consapevoli e stanno operosamente trovando tutte le strade per uscire dalla caverna, alla luce accecante del sole.

Trovare le chiavi, aprire la porta, prendere commiato dai guardiani nel modo più opportuno, e camminare guidando da sé i propri passi.

Ma per quanti siano, sono ancora pochi.

Perché scoprire la verità è doloroso per i più, e maggiormente se tutto questo avviene in fretta. Perché l’ignoto fa paura e la paura è, per quanto spiacevole, per lo meno conosciuta.

Più conosciuta della felicità. E allora che fare?

In che modo accompagnare per mano, un passo alla volta fino ad aprire la porta della prigione quei tanti la cui curiosità si è appannata, la paura del cambiamento impedisce di vedere nuove possibilità, la sfiducia nel futuro proibisce di immaginare un’esistenza libera?

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Il Codice è la Chiave

E noi per aprire abbiamo scelto la strada del… CODICE.

Niente grimaldelli, niente passepartout, niente copie.

Solo la chiave originale, di cui abbiamo sempre avuto un esemplare a disposizione.

Certo finora non l’abbiamo visto, perché la prigione è buia, il guardiano è pressante, e i pensieri ci confondono.

Ma, come l’intero universo può sostenersi in forza della verità delle leggi universali su cui è stato fondato, così pure la vita che uomini hanno organizzato in questo mondo è sorretta dalla verità delle leggi umane. Nel profondo delle radici giuridiche del nostro mondo la verità esiste, e non può essere tolta di lì senza far cadere il castello intero.

Ma può essere occultata, in vari modi: spegnendo la luce, distraendoci con altro, coprendola con copie difformi, convincendoci con menzogne.

Ed è infatti quello che è stato fatto, per tenerci nella miseria di una condizione che di umano ha ormai poco.

Eppure, la lettera è là. Stropicciandosi gli occhi e scrutando nella penombra, la vediamo, appoggiata da sempre su una piccola mensola accanto alla porta della prigione.

Ci avviciniamo, e quello che vediamo vergato con lettere cancellaresche, è questo indirizzo: www.tudivi.it

Jervé